Seminatrice su sodo - tecnica colturale no tillage - JustAgronomo

Tecnica colturale No Tillage (pt. 2)

Parte n. 2

TECNICA COLTURALE NO TILLAGE – Errori – Transizione da aratura a sodo – Seminatrici

ERRORI GESTIONALI

Gli errori gestionali nella tecnica colturale no tillage sono sempre dietro l’angolo e possono avere gravi conseguenze. Ecco un breve elenco di accorgimenti utili:

  • Llimitare le operazioni colturali
  • Limitare l’ingresso in campo di mezzi agricoli con il terreno molto umido
  • Evitare la formazione di vie di passaggio preferenziali e zone di ristagno idrico
  • Evitare qualunque intervento che in generale provochi compattamento del suolo

Si ricordi che le cover crop sono essenziali per la resilienza dei suoi agli impatti dovuti a transito di mezzi e compattamento, oltre al fatto che consentono di arieggiare il suolo in profondità e migliorare la circolazione idrica. Se il compattamento sottosuperficiale è molto elevato, si operi in profondità con gli appositi attrezzi.

TRANSIZIONE DA ARATURA A SODO

Il primo periodo è sicuramente il più complesso poiché i risultati appaiono poco evidenti e si paga l’inesperienza. Potrebbe essere un fattore limitante anche la mancanza di attrezzi e macchine adatte aziendali o la mancanza di operatori terzi che non possono realizzare la tecnica colturale no tillage.

La costanza paga! Nei terreni dove il passaggio risulta essere agevole, la produzione è da subito pari o addirittura superiore a quella dei terreni arati.

Le sperimentazioni hanno evidenziato che il periodo di transizione ha una durata di circa 5 anni, anche se l’ottimizzazione può richiedere un po’ di tempo in più a causa di pessime condizioni di partenza.

SEMINATRICI

Per la semina su sodo sono necessarie seminatrici speciali che siano in grado di incidere il terreno, depositare il seme e richiudere l’incisione. In pratica è la macchina che deve adattarsi al terreno e non vicecersa.

Oggigiorno le seminatrici su sodo hanno una sufficiente disponibilità sul mercato: se ne trovano sia di manifattura italiana che estera. Tuttavia ciò che serve davvero è il riscontro che imprenditori e terzisti possono fornire alle ditte produttrici per migliorare sempre di più le varie seminatrici. In particolare occorre aumentare la sensibilità agronomica di agricoltori e terzisti al fine settare perfettamente la seminatrice, comprendendo prima la tipologia di terreno su cui si va ad operare.

Ultimi dati. Una seminatrice da sodo di norma pesa di più e costa di più, cosa che porta ad effettuare l’acquisto in collettività. Il grande vantaggio però è che si ha bisogno di meno macchinari per una coltura e di meno cavalli per la sua trazione. Si riducono infine le ore di lavoro per operazioni meccaniche (fino al 70%) ed i consumi di combustibile (riduzione fino al 50-70%).

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FONTE: Life Help Soil

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